Il più antico scontro ideologico degli ultimi mille anni, quello tra medio-oriente ed occidente, è racchiuso nelle 172 pagine de “Il castello bianco” di Orhan Pamuk.

L’avevamo già incontrato nel libro “Il mio nome è Rosso” (clicca qui: “Il mio nome è Rosso”) ma qui Pamuk fa un vero e proprio passo avanti per la nostra conoscienza.

Sfruttando i suoi due protagonisti : un gentiluomo veneziano appassionato di matematica ed astronomia ed un astrologo turco, Orhan ci narra come le due diverse culture e i due mondi siano in realtà molto più simili di quello che si crede.

La similitudine non si riscontrerà solo nei loro principi ma anche nella loro fisionomia, vera e propria chiave di volta del romanzo.

Ancora una volta, uno dei maggiori esponenti della letteratura turca, ci addentra con curiosità quasi “turistica”, tra i vicoli ed i mercati di Istanbul e tra le stanze più segrete del sultano.

Vi focalizzerà l’attenzione anche su altri lati della scienza: quello bellico, narrandovi della disastrosa guerra di Polonia condotta dal sultano Maometto IV e quello medico nel disperato tentativo di contrastare l’epidemia di peste della metà del ’600.

Un’ ottima lettura per gli appassionati del mondo arabo e non solo, perchè conoscere significa anche aprire i propri orizzonti culturali non solo quelli geografici…

A.D.