Una bambina sradicata dal luogo dove viveva che affronta la transizione da un contesto sociale da un altro,  i genitori catturati, un gioco per ritrovarli…. tutto questo è Coraline scritto da Neil Gaiman e diretto dal maestro del gotico Tim Burton.

Che dire un film d’animazione in stop motion a mio avviso ben riuscito con spunti e messaggi filosofici con la solita morale finale.




Coraline e la sua famiglia si trasferiscono in una nuova cittadina lasciando affetti e amici per una casa piu grande, immersa in un giardino del tutto inesistente. I suoi genitori scrivono libri, libri sulle piante sulla fioricultura; ciononostante odiano la terra odiano sporcarsi e di conseguenza prendersi cura del loro giardino. La loro priorità?? Il lavoro! Per la povera Coraline che non viene ascoltata dai genitori perchè troppo impegnati , la vita nella nuova casa inizia ad essere soffocante fino a quando non decide di esplorarla contando tutti gli infissi, le finestre e le porte dell’intera abitazione sotto il consiglio del padre ( una scusa bella e buona per togliersi la figlia dai piedi).  Ciò che colpisce la bambina è una porta piccola, molto piccola nascosta nella parete che richiama la sua attenzione. All’improvviso si ritrova catapultata in una realtà parallela, una seconda vita, una seconda cosa, un secondo giardino, e dei secondi genitori!!! E’ tutto perfetto, tutto cio che lei ha sempre desiderato ce l’aveva li davanti ai suoi occhi: genitori perfetti, amorevoli, che la ricoprivano di attenzione, una casa pulita, una camera colorata, un giardino ben curato… Troppo bello per essere vero?? Esatto… vi dico solo che i suoi secondi genitori al posto degli occhi avevano dei bottoni?? Perchè bottoni? E perchè quella scena macabra all’inizio? Non vi dico altro… buona visione!

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